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Aperte le iscrizioni per il la prima edizione del concorso nazionale tra teatro e disabilità

"LI’ SEI VERO" Anno 2017 

L'Associazione Il Veliero onlus, impegnata da anni sul territorio di Monza e Brianza nella realizzazione di laboratori teatrali con persone diversamente abili, in collaborazione con la compagnia di produzione e diffusione teatrale Danza Immobile, con il patrocinio del Comune di Monza, CSV M&B e della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza

Realizza un concorso nazionale riservato alle compagnie teatrali formate da attori con disabilità. Il Veliero si propone l'obiettivo, come paradigma della propria missione, di favorire l'integrazione e la partecipazione dei soggetti allo sviluppo culturale, di sensibilizzare i cittadini al tema della disabilità, quindi rendere visibili i benefici del rapporto teatro - disabilità. La rassegna si svolgerà presso il Teatro Binario 7, via Filippo Turati 8 Monza, dal 18 al 21 Maggio 2017.

 

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Le nuove regole su iscrizione e rendicontazione 5 per mille

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 luglio 2016 ha stabilito importanti novità per l'accesso agli elenchi dei beneficiari del 5 per mille e nuovi criteri di rendicontazione che saranno introdotti a partire dal 2017. Nell' Istantbook qui presente è possibile trovare informazioni utili.

Per maggiori approfondimenti potete contattare CSVM&B a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando al numero 0392848308.

Al via la rilevazione campionaria sulle istituzioni non profit

E' partita la rilevazione campionaria sulle istituzioni non profit, che ha cadenza biennale e coinvolge un campione di circa 40 mila istituzioni suddivise in diverse tipologie: associazioni culturali, sportive e ricreative, cooperative sociali, fondazioni, enti ecclesiastici, organizzazioni di volontariato, organizzazioni non governative, sindacati, istituzioni di studio e ricerca, di formazione, mutualistiche e sanitarie.

 

Alle unità selezionate nel campione viene inviato il plico di rilevazione tramite posta o posta elettronica certificata. Le informazioni richieste sono riferite all'anno 2015 (al 31 dicembre 2015 nel caso di dati strutturali). Oltre che nel tradizionale formato su carta, il questionario può essere compilato on line sul sito della rilevazione. Quest'ultima modalità permette di risparmiare tempo – evitando di riconsegnare il questionario all'Ufficio territoriale Istat competente sul territorio – e riduce notevolmente il rischio di errori anche grazie alla possibilità di compilare il questionario in momenti diversi e di modificare i dati inseriti fino all'invio definitivo. Per agevolare il compito ai rispondenti, sul sito dedicato sono inoltre disponibili una Guida alla compilazione, contenuti multimediali e una sezione dedicata alle domande più frequenti (FAQ, Frequently Asked Questions). Nell'area Contatti sono invece indicati i riferimenti della sede territoriale Istat competente alla quale rivolgere ulteriori chiarimenti o richieste di supporto.

La Rilevazione si chiude il 10 marzo 2017. Come sempre, tutti i dati raccolti sono tutelati dal segreto d'ufficio e dal segreto statistico e non consentono l'identificazione di nessun soggetto.

Informazioni di maggior dettaglio sono disponibili sul sito della Rilevazione e su questo sito alla sezione Censimento permanente delle istituzioni non profit.

Il CSV M&B è disponibile per dare supporto e informazioni alle organizzazioni scrivendo all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando al numero 0392848308.

50° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2016

Giunto alla 50a edizione, il Rapporto Censis interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese nella fase di debole ripresa che stiamo attraversando. Le Considerazioni generali introducono il Rapporto sottolineando come stiamo vivendo una «seconda era del sommerso», non più pre-industriale, ma post-terziario. Nel silenzioso andare del tempo, la società continua a funzionare nel quotidiano, a ruminare gli input esterni, a cicatrizzare le sue ferite. Ma, nel parallelo rintanamento chez soi di mondo politico e corpo sociale, emerge la crisi profonda delle istituzioni. Nella seconda parte, La società italiana al 2016, vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell'anno, che fanno emergere una Italia rentier che non investe sul futuro e che, nell'anno del primato degli irresistibili flussi, sperimenta insorgenti piattaforme di relazionalità, nonostante si sia rotta la cerniera tra élite e popolo. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza. Guarda la registrazione integrale

Donna, sotto i 30 anni, istruita, politicamente distratta, saltuariamente religiosa. Grazie a Expo, svelato il profilo del volontario episodico

Presentati a Milano i risultati finali della ricerca "Un nuovo approccio al volontariato: grandi eventi e partecipazione attiva". Ciessevi e CSVnet: “questo studio è un vero e proprio strumento per i nostri territori, per comprendere le nuove sfide del volontariato e per capitalizzare la voglia di fare di milioni di italiani che si impegnano senza casacca”.

Donna, età media 27 anni, italiana, con un livello d’istruzione medio-alto, non partecipa alle “vicende politiche”, ma ha a cuore l’impegno civico per il proprio Paese. Questa è la diapositiva del cosiddetto volontario post-moderno o episodico e che traspare dalla ricerca universitaria “Un nuovo approccio al volontariato: grandi eventi e partecipazione attiva”, voluta da Ciessevi – Centro di Servizi per il Volontariato Città Metropolitana di Milano e da CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato e curata dal Prof. Maurizio Ambrosini con un’équipe afferente alle Università di Verona, Università di Pisa e Università Cattolica del Sacro Cuore.

Lo studio ha incontrato e analizzato ex ante, ex maentre, ex post 2.376 volontari Expo, il 48% del totale dei 5.797 candidati che hanno effettivamente prestato servizio sul sito espositivo (4.975 del Programma Volontari Expo e 822 del Programma Volontari Padiglione Unione Europea), riportando dati utili per approfondire tale fenomeno e la sua collocazione nello scacchiere tradizionale dell’impegno civico.

Restituiamo con orgoglio i risultati di una ricerca che non è semplice esercizio sociologico – affermano Stefano Tabò, presidente CSVnet e Ivan Nissoli, presidente Ciessevi – ma uno strumento concreto, a disposizione dell’intero Terzo Settore per capire chi sono i volontari cosiddetti episodici, che l’Istat stima essere 3,1 milioni in Italia e come la loro voglia di impegno civico, pur essendo meno inquadrata, possa essere compresa, rispettata, incontrata, supportata, dalle realtà strutturate che quotidianamente sono in prima linea, nei propri territori, per il bene comune”.

Tornando ai dati della ricerca, scopriamo che il profilo tipo è donna, esattamente il 66% del totale, con un’età media pari a 27 anni e mezzo. Spiccano i risiedenti al Nord (72,6%). Il loro livello di istruzione è medio-alto, infatti la percentuale dei diplomati e laureati è pari al 91,5%. Oltre il 60% dei volontari è studente.

Per quanto riguarda l’analisi della collocazione politica del campione possiamo notare che il 19% dei volontari si dispone nel centro sinistra, il 10% nella sinistra e l’8,5% nel centro destra. Il dato più interessante è però che più della metà dei volontari non ha fornito una risposta a tale domanda. Infatti il 46% ha espresso un atteggiamento non partecipativo nei confronti della politica, solo il 2,5% si considera politicamente impegnato e il 25,5% si tiene al corrente e vorrebbe poter dare un suo contributo positivo per migliorarla. A ciò si aggiunge un 22% di volontari che dichiara di avere un atteggiamento politico di forte distacco e si colloca o nella categoria “Non la seguo, non mi interessa” (12%) o nella categoria “Mi disgusta” (10%).

Per quanto riguarda invece il tasso di religiosità dei volontari Expo, il 38% pratica saltuariamente, per esempio solo in occasioni particolari o per le feste comandate, mentre il 22% dichiara di non essere credente ma di partecipare per vicinanza umana a riti religiosi come funerali e matrimoni.

I risultati dello studio mostrano, inoltre, che i volontari Expo si dichiarano molto soddisfatti dell’esperienza avuta, un’esperienza che ha risposto alle loro aspettative in misura elevata. La stragrande maggioranza, il 98%, la consiglierebbe ad amici o a parenti. I newcomers (i debuttanti nel mondo del Volontariato) si mostrano più soddisfatti rispetto agli experienced (chi ha già esperienza). Nell’insieme il 96,5%, dichiara di voler fare volontariato in futuro e il 91,3% ipotizza che entro un anno dopo Expo avrà vissuto un'altra esperienza in un qualche servizio volontario. Tra i volontari che hanno espresso l’intenzione di fare volontariato in futuro, il 64,4% dichiara di volerlo svolgere soprattutto nella forma episodica (soprattutto i newcomers).

Una successiva fase di rilevazione del gradimento dell’esperienza (Follow-up) ha riconfermato il grado di soddisfazione soprattutto “per aver potuto partecipare a un grande evento”. Un dato che sottolinea quanto sia stata trascinante questa motivazione in particolare. Il 25,3% dichiara di aver inviato la domanda per partecipare a un altro evento nel ruolo di volontario, mentre il 16,9% di aver già partecipato come volontario in uno o più eventi. Quindi oltre un quarto si è concretamente mosso per realizzare l’intenzione espressa in precedenza.

“La ricerca, tra i molti risultati restituiti, evidenzia alcuni elementi utili per capire le strategie di avvicinamento e di mantenimento di nuovi volontari – afferma il Professor Maurizio Ambrosini, coordinatore del team di ricercatori – In particolare emerge che da una parte sì, ci sono nuovi ambiti, rispetto a quelli tradizionali, che intercettano le motivazioni, atteggiamenti e stili di vita del volontario per eventi, ma che lo stesso volontariato episodico non si pone in contrapposizione alle forme di volontariato tradizionale. Anzi, affiancandosi a queste esperienze – conclude Ambrosini - il volontariato diciamo tradizionale, può allargare l’impegno e la cittadinanza attiva a tante altre persone che non sarebbe così semplice raggiungere e ingaggiare altrimenti”.

I dati della ricerca sono consultabili nel libro "Volontariato post-moderno. Da Expo Milano 2015 alle nuove forme di impegno sociale", edizioni Franco Angeli, a cura di Maurizio Ambrosini e disponibile dal 9 di novembre in tutte le librerie.

Sul sito di CSVnet sono disponibili l'abstract della ricerca, le presentazioni dei relatori e i video del convegno.

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