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Progettazione

La normativa di riferimento (art. 15 Legge 266/91 e DM 8 ottobre 1997) assegna ai CSV il compito di realizzare tutte quelle azioni (informazione, promozione, comunicazione, documentazione, consulenza, formazione, logistica) necessarie per essere al servizio delle organizzazioni di volontariato, finalizzate alla loro qualificazione e sostegno, senza sostituirsi ad esse nelle loro finalità istituzionali.

Nel corso degli anni a questa pluralità di azioni, anche se con processi e modalità diversificate nei diversi contesti regionali, sono state messe in campo anche forme di sostegno alla progettazione sociale delle organizzazioni di volontariato, finalizzata specificatamente a sostenere e qualificare processi di innovazione e sperimentazione dell’azione specifica e istituzionale delle organizzazioni stesse.

Nella storia dei CSV questa riflessione è stata effettuata in diversi contesti territoriali e con differenti modalità, dando origine a sperimentazioni differenti per trovare un riconoscimento “istituzionale” della progettazione sociale nell’accordo sottoscritto il 22 ottobre 2008 da CSVnet, ACRI, Consulta CoGe, Consulta Volontariato presso il Forum permanente del Terzo Settore, Convol, Forum Permanente del Terzo dove si afferma che “In tutte le regioni italiane in cui si utilizzano fondi ex art. 15 L. 266/91 per la progettazione sociale (cioè il sostegno diretto dei progetti delle Odv), occorre adottare un modello concertativo che preveda la partecipazione delle fondazioni finanziatrici e del volontariato locale alle decisioni sugli ambiti, sui criteri, e sulle modalità di assegnazione dei fondi, in modo integrato con il ruolo dei CoGe e dei CSV previsto dalla normativa vigente”.

Con il successivo accordo nazionale del 23 giugno 2010 si è previsto che una quota delle risorse annualmente assegnate ai fondi speciali per il volontariato sia da destinare alla c.d. progettazione sociale, e sia da utilizzare con modalità concertative secondo “linee guida” condivise dai sottoscrittori a cui ogni contesto regionale ha fatto riferimento.

Infine con il verbale d’intesa del 25 luglio 2012 tra i sottoscrittori dell’accordo Acri Volontariato si è previsto l’uso delle risorse della progettazione sociale attraverso un “modello che faccia perno sulla normale funzione erogativa diretta da parte delle Fondazioni e quindi sulla loro titolarità. Detto modello salvaguarderà l'entità delle risorse previste dall'Accordo, le logiche perequative tra i diversi ambiti regionali, nonché le modalità partecipate e condivise previste dalle linee guida sulla progettazione sociale”.

L'Approccio metodologico: la partecipazione, la creazione di reti, lo sviluppo comunitario, la co-progettazione con altre organizzazioni del Terzo Settore e con la Pubblica Amministrazione.

La larga maggioranza delle azioni proposte sono realizzate dal CSV con altri soggetti del territorio: istituzioni, enti locali, università, fondazioni e Terzo Settore e naturalmente con le stesse OdV, che risultano in molti casi, oltre che destinatari, gli attori strategici principali. 

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